L’Associazione Lombarda dei Giornalisti è al fianco dei colleghi del quotidiano La Notizia in sciopero per il mancato pagamento degli stipendi di luglio e agosto (la mensilità di giugno è stata corrisposta solo in parte).
Alg esprime solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti a cui, a luglio, non sono stati neppure corrisposti i rimborsi fiscali dovuti in base alla dichiarazione dei redditi 730 presentata. Rimborsi delle tasse, quindi, che di fatto risultano trattenuti dall’azienda editrice Ready To srl.
Ricordiamo che Ready To ha affittato la testata La Notizia, fondata e diretta da Gaetano Pedullà, ora europarlamentare del Movimento 5 Stelle.
La Lombarda ha chiesto chiarezza sui rapporti contrattuali che regolano il passaggio dal precedente editore all’attuale e ha espresso sconcerto per il quadro emerso nel corso del tavolo convocato dal sindacato per esaminare la situazione economica dell’azienda.
Un quadro di profonda sofferenza contabile e squilibrio economico-finanziario a fronte del quale la Ready To srl non ha presentato alcun piano di rilancio credibile che non fosse quello di far ricorso a part-time e ammortizzatori sociali per ridurre il costo del lavoro. Invece che esperire tutti i tentativi possibili per usufruire dei sostegni previsti dalla legge e per incrementare gli introiti, l’azienda ha prospettato solo la richiesta di ulteriori sacrifici ai lavoratori.
Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana ha espresso la sua solidarietà ai colleghi ed è pronta da sostenerli in ogni iniziativa che decideranno di intraprendere a difesa del loro lavoro e della loro dignità. “L’editore ha addirittura trattenuto i crediti fiscali che i dipendenti avrebbero dovuto ricevere con gli stipendi non versati e prospettato la necessità di ammortizzatori sociali e di part-time per la redazione”. Di conseguenza, la Fnsi si unisce alla Lombarda e all’Associazione Stampa Romana nella richiesta all’azienda di presentare un piano industriale credibile che tenga conto di tutte le opportunità e i sostegni disponibili, prima di chiedere ulteriori sacrifici a chi già sta lavorando da mesi senza essere pagato.


