(Fonte: odg.it) “È necessario ritrovare il ruolo del giornalismo anche nell’utilizzo del lessico, l’uso delle parole è importante in quanto costruisce la percezione della realtà. A fronte del decadimento del linguaggio che vediamo tutti i giorni tra social e web, i giornalisti si devono distinguere per l’utilizzo appropriato dei termini. Questo vale in particolare quando si trattano i temi delle fragilità, come quello degli stereotipi sulla salute mentale. L’Ordine dei giornalisti continua l’impegno per l’uso adeguato e corretto delle parole e delle terminologie e il Vademecum “Informare sulla salute mentale”, va in questa direzione. Voglio anche richiamare i due articoli del nostro codice deontologico, l’11 e il 26, che ci ricordano che il giornalista rispetta la dignità delle persone malate, con disabilità, o comunque vulnerabili, con qualsiasi fragilità fisica e/o cognitiva e/o legata a problematiche sociali e familiari ed evita, sempre, sensazionalismi. Basterebbe seguire queste indicazioni sintetiche per fare ulteriori passi avanti per una buona informazione”. È quanto ha affermato Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, intervenendo al convegno “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole” che si è svolto il primo ottobre presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma.
L’incontro, promosso da ISS, ASL Roma2, CNOG e Rai Sostenibilità, è stato centrato su quattro panel di approfondimento sui temi della comunicazione relativa alla salute mentale allo scopo di fare emergere come le parole, le narrazioni e le rappresentazioni sociali influenzano la percezione pubblica del concetto di salute mentale, dei disturbi mentali, l’accesso ai servizi, la richiesta di aiuto e la qualità della vita delle persone coinvolte. La comunicazione costituisce dunque una leva di prevenzione primaria, e il contrasto allo stigma nei confronti dei disturbi mentali diventa un’azione sanitaria a tutti gli effetti, identificata come prioritaria dal Piano Nazionale di Azioni sulla Salute Mentale 2025-2030.

“È necessario ritrovare il ruolo del giornalismo anche nell’utilizzo del lessico, l’uso delle parole è importante in quanto costruisce la percezione della realtà. A fronte del decadimento del linguaggio che vediamo tutti i giorni tra social e web, i giornalisti si devono distinguere per l’utilizzo appropriato dei termini. Questo vale in particolare quando si trattano i temi delle fragilità, come quello degli stereotipi sulla salute mentale. L’Ordine dei giornalisti continua l’impegno per l’uso adeguato e corretto delle parole e delle terminologie e il Vademecum “Informare sulla salute mentale”, va in questa direzione. Voglio anche richiamare i due articoli del nostro codice deontologico, l’11 e il 26, che ci ricordano che il giornalista rispetta la dignità delle persone malate, con disabilità, o comunque vulnerabili, con qualsiasi fragilità fisica e/o cognitiva e/o legata a problematiche sociali e familiari ed evita, sempre, sensazionalismi. Basterebbe seguire queste indicazioni sintetiche per fare ulteriori passi avanti per una buona informazione”. È quanto ha affermato Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, intervenendo al convegno “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole” che si è svolto il primo ottobre presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità a Roma.
L’incontro, promosso da ISS, ASL Roma2, CNOG e Rai Sostenibilità, è stato centrato su quattro panel di approfondimento sui temi della comunicazione relativa alla salute mentale allo scopo di fare emergere come le parole, le narrazioni e le rappresentazioni sociali influenzano la percezione pubblica del concetto di salute mentale, dei disturbi mentali, l’accesso ai servizi, la richiesta di aiuto e la qualità della vita delle persone coinvolte. La comunicazione costituisce dunque una leva di prevenzione primaria, e il contrasto allo stigma nei confronti dei disturbi mentali diventa un’azione sanitaria a tutti gli effetti, identificata come prioritaria dal Piano Nazionale di Azioni sulla Salute Mentale 2025-2030.


