La vicenda Multiversity scoperchiata nei giorni scorsi dalla procura di Napoli, riporta al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica, ma ancor più nel mondo dei media, i grandi rischi che la libera informazione corre sotto il peso delle commistioni tra potere, soldi e notizie.
Con due inchieste la magistratura di Napoli indaga sui vertici della società Multiversity (proprietaria dell’Università telematica Pegaso) a cui verrebbero attribuiti comportamenti e pressioni sul Ministero dell’Università e sul mondo dell’informazione. Quest’ultimo condizionato con presunte corruzioni esercitate su editori e direttori di testate.
L’intreccio tra pubblicità e informazione è sempre esistito nel mondo del giornalismo. Ma oggi rischia di assumere un ruolo condizionante ancor più marcato al punto da lmitare, se non addirittura talvolta sopprimere la libertà di stampa. Il rischio è maggiore perché la debolezza economica del settore, da oltre 20 anni al centro di una crisi strutturale che gli editori non sono riusciti ad affrontare, è ormai pesantissima e cronica.
Piccoli e grandi centri di potere – a volte anche con protagonisti improbabili – hanno così gioco facile nel tentare di mettere le mani sull’informazione, esercitando pressioni affinché certe notizie appaiano o non appaiano, vengano divulgate in un modo o in un altro, o siano indirizzate a favore o contro determinati soggetti. Il tutto grazie al ruolo di centralità che molti editori hanno riservato al marketing, alla pubblicità e a quelle iniziative che dovrebbero essere collaterali all’informazione e invece sono oggi il loro interesse primario.
“A fronte di quello che sta accadendo, ci vorrebbe una sollevazione generale del settore – afferma Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti -. Un giornalismo che riprenda consapevolezza del proprio ruolo e si riappropri del ruolo di indipendenza e libertà che lo contraddistingue”.
L’Alg, il sindacato lombardo dei giornalisti, è al fianco delle colleghe e dei colleghi de Il Sole 24 Ore che per primi, con una nota sindacale del Comitato di redazione, sollevano il disagio. “Il loro slancio e spirito d’iniziativa può essere l’avvio di un nuovo movimento che porti l’intero settore a rivendicare appieno la propria indipendenza. In questo senso la Lombarda è pronta a contribuire, coordinare e organizzare iniziative di sensibilizzazione che il settore, a Milano e in tutta la regione, vorrà intraprendere”.
Di seguito le note sindacali dei Comitati di redazione de Il Sole 24 Ore
https://www.ilsole24ore.com/art/comunicato-sindacale-AJKMLMeB?refresh_ce=1
E di Repubblica
https://www.repubblica.it/economia/2026/10/11/news/comunicato_del_cdr-425640009/

