“Chi attacca i giornalisti, attacca la libertà di stampa e non difende il diritto dei cittadini ad essere informati”. Lo afferma Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione Lombarda dei giornalisti, dopo le dure parole del vicepremier Matteo Salvini contro i cronisti – da lui definiti servi – espresse in occasione del congresso della Lega. Salvini sì è attribuito la responsabilità della scelta di limitare l’accesso dei giornalisti agli spazi del congresso leghista in modo da “non inquinare” il rapporto con i delegati della Lega.
La Lombarda esprime la sua solidarietà a tutti i giornalisti attaccati del vicepremier e limitati nello svolgimento del proprio lavoro.
“Le istituzioni devono difendere il diritto dei cittadini di sapere e di conoscere, in una parola di essere informati. Attaccare i giornalisti è pericoloso perbla democrazia e per la libertà di espressione. Ed è ancor più grave quanto chi lo fa, come Salvini, non solo è rappresentante delle istituzioni, ma risulta anche giornalista professionista iscritto all’Albo. L’Ordine avrà modo di chiarire la questione: la deontologia e le regole di rispetto nella categoria devono valere per tutti” conclude Perucchini.
Ecco di seguito le note sindacali sulla vicenda del Comitato di redazione del Corriere della Sera e di Repubblica.
Il Cdr del Corriere della Sera esprime la sua vicinanza e solidarietà ai colleghi (del nostro giornale e di Repubblica) per gli attacchi del leader della Lega Matteo Salvini dal palco del congresso della Lega. Siamo sconcertati dalle parole utilizzate da Salvini – che è anche vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti – che ha rivendicato di aver chiesto lui, da iscritto all’Ordine dei giornalisti, che ai colleghi accreditati a Milano fosse impedito l’accesso alla sala dei congressisti. Ancora una volta si è rivolto ai giornalisti, quelli del Corriere e di Repubblica nella fattispecie, utilizzando espressioni gravemente ingiuriose. Li ha definiti «servi» e li ha voluti tenere a debita distanza dalla platea per non «inquinare» i lavori. Vogliamo ricordare al «collega» Salvini che è dovere dei giornalisti cercare di offrire ai propri lettori notizie anche non gradite ai potenti di turno. Se ne faccia una ragione e ritiri gli insulti.
Il Cdr del Corriere della Sera
Attacchi ai giornalisti definiti “servi”, la rivendicazione di averli volutamente lasciati fuori e a debita distanza dalla platea congressuale della Lega per non “inquinare” i lavori, almeno cinque passaggi del suo intervento contro il nostro giornale e contro il Corriere della Sera.
Matteo Salvini, che tuttora risulta iscritto all’Ordine dei Giornalisti, mostra per l’ennesima volta di non avere alcuna dimestichezza con i concetti di libertà e indipendenza della stampa. Forse confuso dall’aver avuto come unica esperienza lavorativa quella di giornalista di partito.
Tutto questo non interesserebbe a nessuno, se non ricoprisse il ruolo di vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Un rappresentante delle istituzioni, dunque, purtroppo a corto di cultura democratica. Una ragione in più per continuare a fare il nostro lavoro, di racconto e di denuncia.
Il Cdr di Repubblica

