L’ Associazione Lombarda dei Giornalisti è al fianco dei colleghi dell’agenzia Askanews che domani saranno in sciopero contro la decisione dell’azienda di licenziare un collega della redazione di Milano. “L’azienda torni sui suoi passi e ritiri il licenziamento – afferma il presidente della Lombarda Paolo Perucchini -. Quanto sta succedendo non ha alcuna motivazione valida e, anzi, rischia di diventare un brutto esempio di non salvaguardia dell’autonomia della redazione da condizionamenti esterni”.
Ecco di seguito la nota sindacale del Comitatondi Redazione dell’agenzia.
L’assemblea dei redattori di Askanews proclama uno sciopero di 24 ore a partire dalle 7 di domani 28 ottobre contro la decisione dell’azienda di licenziare un collega della redazione di Milano. Di fronte alla richiesta unanime di ritiro immediato del provvedimento, non è arrivata alcuna apertura da parte dell’azienda e della direzione che anzi hanno diffuso una nota di precisazioni dal contenuto peraltro in contraddizione con quanto comunicato formalmente al Cdr.
L’assemblea rinnova l’invito a ritirare il provvedimento ritenuto totalmente ingiustificabile e preoccupante per la genesi e le modalità con cui è stato portato avanti: la decisione di licenziare in tronco un collega per presunte ragioni disciplinari, scaturita da lamentele sollevate da un soggetto esterno, a quanto risulta un’agenzia di comunicazione, a fronte delle quali l’azienda ha fatto prevalere evidentemente la relazione commerciale alla tutela del giornalista. L’autonomia dei giornalisti è garantita dalla legge professionale e dal contratto collettivo di lavoro. Una vicenda di questo genere rappresenta a nostro giudizio un attacco violento a questo fondamentale pilastro della professione. Si tratta di un presidio che non è solo posto dalle norme vigenti a garanzia di un diritto dei lavoratori del nostro settore ma a garanzia della libertà di informazione stessa.
L’assemblea dei giornalisti di askanews dà inoltre mandato al Comitato di redazione a rivolgere un pubblico appello alle organizzazioni della categoria e alle istituzioni perché esercitino la necessaria vigilanza su una gravissima decisione dell’azienda.

