(Fonte: odg.it) “Siamo l’unica categoria in Italia per la quale non è possibile applicare l’equo compenso” per “remunerare in maniera corretta e giusta i collaboratori e i lavoratori autonomi”, perché “c’è una feroce opposizione da parte degli editori”. Lo ha affermato il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, secondo cui il governo “deve capire e dire da che parte vuole stare, se vuole stare dalla parte dello sceriffo di Nottingham o di Robin Hood. Se non fa niente, sta dalla parte dello sceriffo di Nottingham”.
Con la riforma della professione, ha spiegato Bartoli intervenendo giovedì 10 settembre, all’assemblea dell’Associazione Stampa Toscana a Firenze, “siamo a buon punto, il Senato ha approvato il disegno di legge delega senza voti contrari” e il passaggio alla Camera “dovrebbe essere rapido”, per cui dopo “si aprirà forse la possibilità, per la prima volta dopo 63 anni, di rimettere le mani sull’ordinamento della nostra professione”. Fra i punti chiave, secondo il presidente dell’Ordine, “occorre introdurre il vincolo della laurea per diventare professionisti, e occorre introdurre il vincolo della laurea almeno triennale d’ora in poi per diventare pubblicisti”. (fonte ANSA).

