La libertà di stampa non è solo “principio deontologico” che tutela il diritto d’informazione dei cittadini. È anche una questione sindacale con la quale costruire e difendere il futuro dei giornalisti: un baluardo a salvaguardia della professione.
Le giornaliste e i giornalisti dei principali quotidiani italiani, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa, oggi lo ribadiscono con chiarezza grazie a un comunicato sindacale congiunto, pubblicato in ciascuna delle edizioni dei quotidiani, prendendo una decisa posizione a difesa delle proprie redazioni. È la prima volta che 4 grandi quotidiani mettono a punto, insieme, un comunicato sindacale. E questo dà la misura di quanto la questione dei condizionamenti sulle notizie e sui colleghi sia divenuta pervasiva e non più tollerabile.
Il comunicato congiunto infatti arriva dopo l’inchiesta della procura di Napoli sul caso Multiversity – Unipegaso per presunta corruzione tra privati.
L’indagine coinvolge i vertici dell’università telematica che potrebbero aver condizionato editori, manager e direttori di testata per la diffusione o l’omissione di notizie utilizzando la leva degli investimenti pubblicitari.
“Grazie all’impegno dei Comitati di Redazione di Sole 24 Ore, Corsera, Repubblica e Stampa si solleva un velo su uno dei temi più delicati del mondo dell’informazione: l’interferenza e i condizionamenti della pubblicità sulle notizie e sul lavoro dei giornalisti. È necessario richiamare all’ordine gli editori, i vertici delle aziende e i direttori su questo tema” afferma Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti. La sfida agli editori è semplice: “Si impegnino al rispetto del principio inviolabile dell’autonomia delle redazioni e delle testate giornalistiche. Si stabilisca un protocollo condiviso con la firma di un decalogo etico che vincoli gli editori a sostenere un’informazione libera, di qualità, prodotta da giornalisti non sfruttati e regolarmente contrattualizzati. Un protocollo che dovrebbe essere inserito all’interno del nuovo contratto di lavoro giornalistico che ora, dopo oltre un decennio di ritardo, bisogna assolutanente rinnovare”.
Ecco di seguito la nota sindacale congiunta realizzata dai Comitati di Redazione de Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, Repubblica e Stampa.
Care lettrici e cari lettori,
come avrete letto in questi giorni è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Napoli sulla vicenda Multiversity-Unipegaso università telematica.
L’indagine ha toccato editori, manager e direttori di giornali accusati a vario titolo di presunta corruzione tra privati. Secondo l’ipotesi dei pm, investimenti pubblicitari sarebbero stati promessi o erogati in cambio di articoli favorevoli e orientati o omissioni.
Per noi difendere la professionalità, la deontologia e la reputazione delle giornaliste e dei giornalisti è una questione sindacale fondamentale: non si tutelano i posti di lavoro soltanto difendendo salari, organici e condizioni contrattuali, ma anche garantendo a chi fa informazione la libertà di esercitare il proprio mestiere senza pressioni o condizionamenti. La reputazione di un’intera redazione non può essere messa a rischio da interessi estranei alla sua missione.
La vicenda impone una riflessione collettiva e condivisa che va oltre le pur importanti singole vicende aziendali. Ferma restando la presunzione di innocenza e senza anticipare valutazioni che spettano solo alla magistratura, il rapporto tra informazione, potere economico e interessi commerciali rimane un punto cruciale che, come rappresentanze sindacali, non possiamo né vogliamo eludere.
Siamo convinti che il giornalismo debba essere impermeabile a qualsiasi tentativo di interferenza, da qualunque parte provenga. La distinzione tra attività giornalistica, interessi degli inserzionisti e strategie commerciali delle aziende editoriali non può avere deroghe o zone grigie. Pubblicità, sponsorizzazioni, eventi e altre iniziative economiche, fondamentali per la tenuta del settore, non possono diventare strumenti per orientare le scelte redazionali, enfatizzare notizie favorevoli, attenuare quelle sgradite o condizionare il lavoro dei cronisti. Senza autorevolezza e credibilità, senza la fiducia delle lettrici e dei lettori, non esiste alcun modello di business capace di garantire un futuro al giornalismo.
Alle direzioni giornalistiche spetta garantire l’autonomia delle redazioni; agli editori e ai vertici aziendali il dovere di proteggerla, assicurando una separazione netta tra informazione e attività commerciali.
I Comitati di redazione del Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Stampa ribadiscono insieme che la difesa dell’autonomia, dell’indipendenza e della dignità professionale non è una rivendicazione corporativa, ma un impegno verso i cittadini e il loro diritto a essere informati. Tutelare la credibilità della professione significa difendere il giornalismo stesso, la sua funzione democratica e il suo futuro.
I Cdr di Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore e Stampa


