Il Governo israeliano ha revocato il visto d’ingresso alla giornalista di Radio Popolare Martina Stefanoni, che si stava preparando a partire per Tel Aviv per seguire le elezioni del 27 ottobre.
La collega aveva già lavorato in Israele lo scorso anno e aveva ottenuto sia il visto sia l’accreditamento ufficiale del Government Press Office. A pochi giorni dalla partenza, però, è arrivata la revoca, accompagnata da una comunicazione tanto generica quanto preoccupante: «Le circostanze relative al suo caso sono cambiate». A oggi, nonostante le richieste di chiarimento rivolte al Ministero competente, non sono state fornite ulteriori spiegazioni a Radio Popolare.
La direttrice della testata, Lorenza Ghidini, ha definito la decisione «una intollerabile censura da parte del Paese che si definisce l’unica Democrazia del Medio Oriente».
La solidarietà di ALG
L’Associazione Lombarda dei Giornalisti esprime la propria vicinanza a Martina Stefanoni, a Lorenza Ghidini e a tutte le colleghe e i colleghi di Radio Popolare.
«Siamo vicini a Martina Stefanoni e a tutti gli altri colleghi di Radio Popolare – dichiara Paolo Perucchini, presidente dell’ALG – e torniamo a chiedere nuovamente a Israele di confermare la libertà d’informazione e il diritto di cronaca per tutti i giornalisti sul campo, senza distinzioni e senza impedimenti ingiustificati».
«Garantire ai giornalisti la possibilità di lavorare e raccontare ciò che accade è una condizione essenziale per il diritto dei cittadini a essere informati. Visti, accrediti e autorizzazioni non possono trasformarsi in strumenti opachi di esclusione, soprattutto quando mancano motivazioni chiare e verificabili a sostegno di decisioni che impediscono a una cronista di svolgere il proprio lavoro. L’ALG rinnova quindi la richiesta che venga fatta chiarezza sulla revoca del visto a Martina Stefanoni e che siano rispettati, per tutte le giornaliste e tutti i giornalisti impegnati sul campo, la libertà d’informazione e il diritto di cronaca», conclude Perucchini.

